Quando il fotografo di matrimonio è il fotoreporter di un sogno: intervista a Juan Carlos Marzi. Che racconta per immagini un giorno speciale, dove i sorrisi a volte nascono dalle lacrime. Delle mamme e di chi non ti aspetteresti

di Emanuela Da Ros

Primo venne Altman. Nel 1978 il regista americano girò un film dalla fotografia strepitosa: Un matrimonio. Attraverso un intreccio alogico, duplici caratterizzazioni dei personaggi, strategie narrative funzionali allo smarrimento più che al racconto, il film appare come un reportage di nozze, con gli equivoci e gli scoop di scena che Hollywood pretende.

A posteriori la critica non l’ha esaltato. Eppure è un film straordinario. Soprattutto per le immagini, le inquadrature, le luci, i colori, le atmosfere. In una parola: la fotografia. Non eravamo sul set di quel ‘matrimonio’? Non ci siamo persi nulla: le immagini ci hanno invitato nel vortice della storia. Di fatto eravamo presenti.

E’ un po’ quello che accade oggi sfogliando album di nozze, che sono reportage. Niente inquadrature previste a tavolino, niente schemi fissi, nessuna finzione posticcia. Il fotoreportage di nozze segue il fluire dell’evento, testimoniando e raccontando e rivelando ciò che avviene davvero. In soggettiva. Sotto lo sguardo degli sposi, degli invitati, dei genitori, degli amici, anche a quattro zampe.

Il velo della sposa gonfiato da un soffio di vento impertinente, il brindisi finale – ma solo nelle intenzioni – degli amici dello sposo, la damigella-bambina che si china a raccogliere i petali di rosa, il primo bacio dopo il sì: il fotoreportage di nozze ha rinnovato il tradizionale album, trasformandolo nella testimonianza viva, dinamica, spontanea e spesso sorprendente di un evento ricco di emozione, aspettative, suggestioni.

Il fotoreporter di nozze ‘riferisce’ attraverso le immagini l’evento, e se è vero – come diceva Henri Cartier-Bresson – che le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento, il momento del matrimonio, grazie a un fotoreportage, diventa eterno perché attuale.

A spiegarci qualcosa di più sul ‘photoreportage di nozze’ è Juan Carlos Marzi, wedding photographer tra i più quotati e originali. I suoi ‘album di matrimonio’ – riduttivo chiamarli così-  ‘riferiscono’ attraverso fotogrammi di emozioni ciò che avviene in quello che è davvero, e ancora e tuttora, un giorno speciale. Non solo per gli sposi. Un giorno in cui si avvera un sogno, in una partitura di aspettative, promesse, gioia, nostalgia, dolcezza, commozione, amicizia, affetto, amore. Che riflette in un caleidoscopio di sentimenti la proiezione verso un futuro condiviso.

Juan Carlos Marzi, oggi tutti possiedono uno smartphone per scattare foto ovunque: perché ricorrere a uno specialista per questo evento? perché un fotografo di matrimoni?

Oggi tutti scattano con lo smartphone, ma pochissimi fanno foto belle. La sensibilità, lo stile e la professionalità di un fotografo garantiscono un ricordo indelebile, elegante, sorprendente del giorno del matrimonio. A ognuno il suo compito: sposi e invitati si divertono ed emozionano, il fotografo li racconta.

Tu sei anche uno street photographer e un photogiornalista: come cambia il tuo approccio alla fotografia, alla visione, durante una cerimonia di nozze? Che peculiarità ha quest’ultima?

Mi piace affrontare il matrimonio come un evento e un insieme di situazioni, dove i protagonisti sono le persone, la loro felicità e le loro emozioni. Il mio approccio è sempre riservato, attento a ogni dettaglio, senza interferire nel corso degli eventi, esattamente come si fa per un servizio fotogiornalistico, oppure per le strade di una città.

Il matrimonio più curioso, strano, inconsueto che hai fotografato?

Il più particolare è stato nei pressi del rifugio Corsi, sulle Alpi Giulie, a duemila metri. La sposa si cambiò in una grotta. Ricordo il magnifico paesaggio.

E quello più ‘affollato’?

E’ avvenuto in Sicilia, in un paese della provincia di Trapani: c’erano più di 400 invitati.

Chi ti contatta in genere? La sposa, lo sposo, gli amici o i futuri suoceri?

Il primo contatto solitamente avviene tramite mail o telefonata. E sono sempre le coppie a contattarmi.

Tu lavori anche con gli wedding planners: quanto tempo ci vuole in media per preparare bene un matrimonio?

Per preparare bene un matrimonio e garantirsi i migliori fornitori serve organizzarlo da un anno a sei mesi prima. Prima si comincia meglio è!

Meglio foto a colori o b/n?

Quando scatto una fotografia, in base alla luce, alle ombre e ai colori, so già se sarà in bianco e nero a colori. La conversione in bianco e nero la eseguo con software professionali per postproduzione. Ultimamente mi piacciono molto i colori. Ma molte mie foto ” nascono ” in bianco e nero.

L ‘album di matrimonio’ è ancora quello tradizionale? Che caratteristiche ha oggi l’album di nozze?

L’album moderno si allontana da quello tradizionale. Oggi la scelta ricade molto spesso sul fotolibro, un album dove le foto sono direttamente stampate sulla pagina. Comodo da sfogliare e non per questo di minore qualità. Anzi, ci sono tante tipologie di stampa, per valorizzare le foto e l’album di matrimonio. Esistono anche i raccoglitori si stampe, veri e propri complementi d’arredo all’interno di una casa. I materiali sono tanti e le idee per personalizzarlo non mancano mai! Tra i materiali che preferisco c’è il lino: classico, elegante e di qualità. Ma si possono realizzare album di qualsiasi materiale: dal legno al metallo, passando per il cotone. O il sughero!

In che momento comincia il servizio fotografico legato a un matrimonio?Il servizio fotografico inizia coi preparativi, dello sposo e della sposa: momenti intimi e ancora ” lontani ” dalle formalità della cerimonia e del ricevimento. C’è molta spontaneità in questi scatti, e attesa, curiosità, trepidazione, dolcezza…

Il complimento più gratificante che hai ricevuto come fotografo di matrimoni.

Quello del sacerdote, quando dice di non avermi ” sentito ” durante la cerimonia: penso sia dovere del fotografo rispettare le celebrazioni. Quelli degli invitati, che vedono esaltato lo spirito conviviale dell’evento. Ed è un complimento il sorriso degli sposi: mentre sfogliano il proprio album di matrimonio rivivono le proprie emozioni e scoprono quelle degli amici, dei genitori.

La maggior parte dei matrimoni avviene ancora a maggio? In chiesa? E in quali locations si svolgono in genere i pranzi post cerimonia?

La ” stagione ” dei matrimoni inizia con maggio e termina con ottobre. Ma non mancano mai i matrimoni invernali! Col tempo i matrimoni in chiesa sono calati, molte persone preferiscono la cerimonia civile. Per quanto riguarda le locations, la provincia di Treviso e il Veneto in generale offrono una vasta gamma di locations meravigliose per il ricevimento e la festa: della villa palladiana agli agriturismi incorniciati da merletti di colline.

Ai matrimoni si colgono soprattutto sorrisi, ma a volte spunta qualche lacrima…Chi piange di più in genere? La mamma? Il papà?

Piangono le amiche della sposa! Ma anche le mamme…

Porti fortuna come fotografo?

Certo, porto tantissima fortuna come fotografo!

Sito Matrimoni : www.juancarlosmarzi.com
Instagram : https://www.instagram.com/juancarlosmarziweddings/

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